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News

 

IWGB wins groundbreaking health and safety legal challenge against the Government

24 novembre 2020

La decisione – del giudice amministrativo – sancisce che la normativa del Regno Unito non si è conformata al diritto euro-unitario nel non riconoscere ai “worker” ai sensi dell’art. 230(3)(b) i diritti in materia di salute e sicurezza sul lavoro. In particolare, si richiamano i diritti relativi all’astensione dal lavoro in caso di esposizione a pericoli gravi e imminanti, al porre in essere azioni per reclamare tutele in tali casi senza conseguenze sul proprio rapporto di lavoro, nonché relativi alla predisposizione e assegnazione da parte dei datori/committenti di dispositivi di protezione individuale.
 
L’azione legale, promossa da un sindacato che rappresenta lavoratori precari e della gig economy (IWGB), potrebbe produrre importanti effetti rispetto alle tutele di salute e sicurezza per tali lavoratori, questione al centro del dibattito italiano così come di quello internazionale.

 

Disturbi muscoloscheletrici nel settore agricolo: dall’identificazione dei rischi all’adozione di misure di prevenzione. Esempi si progetti finanziati dall’INAIL. Nuovo discussion paper EU-OSHA

15 ottobre 2020

Farming involves a lot of repetitive work. Manual handling and lifting in particular can cause strain and awkward positions. Outdoor work and specificities of terrain make the design of agricultural machinery challenging. This discussion paper looks at the use of mechanisation to reduce the risk of musculoskeletal disorders, especially upper limb disorders, in the agricultural sector. It also covers standards for risk assessment.
 
The paper includes a case study on agriculture in the Marche region of Italy and describes the support available from INAIL, the Italian National Institute for Insurance against Accidents at Work, to help micro and small agricultural enterprises to prevent MSDs.

MSDs in the agriculture sector: from identifying the risks to adopting preventive measures

 

14 ottobre 2020

Pubblicata in G.U. la L. 13 ottobre 2020, n. 126 di conversione del D.L. 14 agosto 2020, n. 104, con misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell’economia, il c.d. Decreto agosto.

Legge 13 ottobre 2020, n. 126, Misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell’economia

 

Le sfide della gestione dei rischi psicoosociali. Un nuovo studio. Utilising Horizon Scanning and Foresight Techniques for Regulating Psychosocial Risks 

10 ottobre 2020

Over the past few decades, the management of psychosocial risks has become a growing issue that is generating greater interest at a policy level. In this context working conditions are increasingly facing new challenges as a result of the impact of globalisation and digitalisation, together with the growing structural precariousness of labour. In order to monitor legal developments in this changing labour landscape, the use of horizon scanning and foresight exercises for improving psychosocial risk management regulations is starting to become a common technique that helps to better understand the different responses from public policy in a particular issue, trend or development. This paper tries to address the effectiveness of this technique for the anticipation and future-proofing of policy responses regulating psychosocial risks.

I.W. Jiménez, Utilising Horizon Scanning and Foresight Techniques for Regulating Psychosocial Risks, EJCLS n. 2/2020

 

Occupational Health e prospettiva di genere: servono modelli di regole e pratiche diverse da quelle neutrali? Quali soluzioni possibili per ridurre le disuguaglianza di genere relative all’assegnazione delle mansioni? Uno studio ETUI

28 settembre 2020

In Europe, despite equal treatment laws that mainly concern wages and non-discrimination between individuals, the gendered division of labour is still present: men and women do not work in the same professions and, when they work in similar occupations, their work activity, work experience, opportunities for professional promotion and remuneration are not the same. One of the justifications given for the collective inequalities observed between men and women in the workplace is the stereotype that women are generally assigned to less dangerous and less strenuous tasks. Occupational health policies and prevention practices also continue to be built on a model of gender neutrality of “workers” whose implicit referent is the male worker.

This is why it is useful to analyze the obstacles and resistances to taking into account the gender dimension in occupational health, to produce data and studies to enrich knowledge on the differences in working conditions between men and women and their impacts on their health, and to propose interesting examples and alternatives.

C. Casse, M. De Troyer, Genre, conditions de travail et santé. Qu’est-ce qui a changé ?, ETUI Rapport 143/2020

 

Pubblicato il Working Paper SALUS n. 3/2020 – Il 5G e i nuovi ambienti di vita e di lavoro. Quale sfida per il diritto?

14 settembre 2020

Il 5G, sebbene possa rappresentare una tecnologia in grado di potenziare l’infrastruttura digitale nei diversi ambiti, da quello economico-produttivo a quello dell’istruzione, è percepito da una parte del mondo scientifico come una nuova fonte di rischio i cui effetti sull’ambiente e sull’uomo sono ancora ignoti. Mentre alcuni studi scientifici hanno compiuto lo sforzo di individuare dei criteri per neutralizzare i potenziali effetti negativi che potrebbero derivare dalla sua adozione, la riflessione giuridica tarda ad emergere nella prospettiva di comprendere come tutelare cittadini e lavoratori davanti all’ennesimo caso di “ignoto tecnologico”. In questo scenario, il diritto del lavoro è chiamato a rivisitare il proprio patrimonio concettuale in un contesto produttivo che non è più articolato secondo le logiche del Novecento industriale. Da qui, la necessità di ripensare degli schemi giuridici che siano in grado di tutelare la collettività perché le ipotesi di rischio da “ignoto tecnologico” sono destinate inevitabilmente ad aumentare dato il tumultuoso progresso tecnologico.

G. Piglialarmi, Il 5G e i nuovi ambienti di vita e di lavoro. Quale sfida per il diritto?

 

Pubblicato il Working Paper SALUS n. 2/2020 – Esposizione a campi elettromagnetici prodotti da telefoni cellulari, malattia professionale a eziologia multifattoriale, tutele del lavoro

7 settembre 2020

L’indagine si sofferma sull’analisi degli orientamenti della giurisprudenza in materia di utilizzo del telefono cellulare quale causa di insorgenza di malattie professionali (tra le tante, neurinoma del nervo acustico, tumore delle ghiandole parotidi). L’Autore giunge ad affermare che attualmente l’orientamento consolidato della giurisprudenza sembra propendere nella direzione di ritiene che possa essere considerato sufficiente un certo grado di certezza probabilistica ai fini della ricostruzione del nesso di causalità tra l’esposizione a determinati rischi e l’insorgenza della malattia per il riconoscimento al lavoratore di una rendita previdenziale. Secondo l’Autore, questa evidenza confermerebbe il ritardo della riflessione giuslavoristica rispetto al tema dei nuovi rischi da ignoto tecnologico – ben oltre il caso dell’utilizzo di telefoni cellulari e smartphone in ambito lavorativo – con particolare riferimento ai nuovi ambienti di lavoro, agli spazi di co-working e alle dinamiche del lavoro da remoto (c.d. smart working). Un solido punto di partenza, infatti, per ripensare un sistema di tutele potrebbe essere quello di favorire un più fecondo dialogo interdisciplinare tra la ricerca medico-scientifica, l’autorità amministrativa e la scienza giuridica.

M. Tiraboschi, Esposizione a campi elettromagnetici prodotti da telefoni cellulari, malattia professionale a eziologia multifattoriale, tutele del lavoro

 

Pubblicato il Working Paper SALUS n. 1/2020 – Nuove competenze per la prevenzione dei rischi nella IV rivoluzione industriale

2 settembre 2020

Il contributo si propone di delineare i nuovi rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori e di immaginare quali siano le professionalità richieste per poterli gestire. Si tratta in particolare dei rischi emergenti dall’Industria 4.0, con l’Internet of things, la stretta interazione uomo-macchina e l’impiego di nuove tecnologie dagli effetti ancora sconosciuti, dal mutamento della prestazione di lavoro, sempre più da remoto, dall’invecchiamento della forza lavoro e dai nuovi approcci nella stessa attività preventiva finalizzata alla tutela della salute dei lavoratori. Molti dei rischi emergenti da questi nuovi scenari produttivi sono ancora ignoti, ma nel nostro ordinamento ciò non basta a mettere il riparo i datori di lavoro da eventuali responsabilità per infortuni o malattie professionali. Il datore dovrà quindi avvalersi delle competenze necessarie per prevenire questi nuovi rischi e, in applicazione del principio di precauzione, astenersi dall’utilizzo delle nuove tecnologie, laddove permanga anche un mero sospetto circa la loro pericolosità.

L.M. Pelusi, Nuove competenze per la prevenzione dei rischi nella IV rivoluzione industriale

 

Giornata mondiale della salute e sicurezza sul lavoro – Il nostro contributo, il nostro impegno

28 aprile 2020

La ricorrenza di oggi è una occasione per riflettere ancora sul tema che oggi più che mai è al centro del dibattito pubblico e scientifico.

La IV Rivoluzione industriale, in particolare l’avvento di nuove tecnologie e nuovi processi organizzativi nuovi lavori, unitamente a fattori di natura sociale, ambientale e demografica, ha disegnato uno scenario radicalmente diverso e denso di complessità ma anche di opportunità rispetto a quello di riferimento per la direttiva quadro europea del 1989 da cui è scaturita la vigente legislazione del lavoro.

Sono profondamente cambiati gli ambienti di lavoro e, più a fondo, anche l’idea stessa di lavoro e le stesse aspettative di benessere delle persone costrette a restare più a lungo sul mercato del lavoro in ragione di vincoli di bilancio pubblico e di imponenti cambiamenti demografici. Contemporaneamente le evoluzioni tecnologiche hanno contribuito in maniera dirompente a fornire nuovi strumenti di gestione del lavoro ed esecuzione della prestazione che se da un lato sono foriere di opportunità in termini di efficienza sia produttiva che prevenzionistica, possono determinare l’insorgenza di nuovi rischi o l’intensificazione di quelli già esistenti (ad esempio connessi all’impiego di nuovi materiali, all’incremento delle interazioni uomo macchina, isolamento e stress lavoro – correlato), incidendo in tal modo sull’assetto di obblighi e tutele previsti all’interno della normativa di salute e sicurezza sul lavoro e delle discipline assicurative.

Mai come in questo periodo di emergenza e di incertezza emergono alcune delle criticità legate al nuovo scenario. L’emergenza sanitaria in corso è tuttavia una occasione preziosa per rinnovare l’interesse per un concetto fondamentale per orientare il processo di riforma del sistema di tutele. Ci si riferisce al legame tra salute sul lavoro e salute pubblica. Il contesto attuale impone infatti di considerare l’interdipendenza tra i due ambiti: da un lato la garanzia della salute pubblica è necessaria per preservare lo stato di salute del lavoratore (e quindi la produttività delle aziende e del Paese) e dall’altro il luogo di lavoro e l’occasione di lavoro si rivelano un contesto chiave per il controllo della salute pubblica, in termini di azioni preventive e di monitoraggio. Qui si manifesta un altro punto chiave del complesso scenario attuale: lo sfruttamento del potenziale dei dati raccolti sul lavoro e la necessità di bilanciare l’interesse pubblico o quello produttivo con la dignità del lavoratore.

Le sfide sono stimolanti e gli obiettivi ambiziosi. Auspichiamo di apportare con il nostro lavoro un contributo di valore dello stato dell’arte non solo con confronto tra gli studiosi dei temi della salute e sicurezza, ma anche con il coinvolgimento di imprese, istituzioni e parti sociali.

 

Malattie professionali. Avanzamento e aggiornamento degli indirizzi del CIV INAIL

16 aprile 2020

Con delibera n. 6 del 9 aprile 2020, l’Inail diffonde dati e analisi relative alle denunce di malattia professionale presentate nel 2019 e allo stato di avanzamento e aggiornamento degli indirizzi del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza.  

L’istituto sottolinea come le evoluzioni tecnologiche e dei processi produttivi abbiano notevolmente inciso sulla conformazione del panorama delle malattie professionali.

I dati confermano una tendenza in aumento di disturbi muscolo scheletrici e di tumori (malattie osteo-muscolari, del tessuto connettivo, nervoso e dell’orecchio, insieme a malattie respiratorie e tumori rappresentano il 90% delle patologie oggetto di denuncia nel periodo considerato, dati che confermano il tred di crescita manifestatosi già nel biennio 2017- 2018).

Si sottolinea, ma senza riferimenti quantitativi, il tema dello stress lavoro correlato che può accompagnarsi a disturbi fisici, psichici o societari e determinare l’insorgenza di diverse patologie.

Altro aspetto sottolineato è la difficoltà di individuazione di un univoco nesso causale tra attività lavorativa svolta e patologia sviluppata dal lavoratore, dovuta anche dalla varietà e frammentarietà della storia lavorativa dell’individuo (dal punto di vista delle mansioni, della conformazione dell’attività  produttiva in termini di caratteristiche tecniche e organizzative, delle forma contrattuale).

Di particolare interesse le osservazioni e gli indirizzi formulati dall’Istituto, tra cui in particolare: l’opportunità di promuovere politiche di natura prevenzionistica; il potenziamento dell’attività di ricerca da parte dell’Inail anche avvalendosi di un pluralità di dati istituzionali e territoriali; la necessità di incentivare  e realizzare attività di formazione, anche dei medici di base, e sensibilizzazione, nonché l’aggiornamento delle tabelle delle malattie professionali in base alle evoluzioni scientifiche.

 
 
 
 
3 aprile 2020
 
Il 3 Aprile l’Inail ha emanato la circolare n. 13 avente ad oggetto la sospensione dei termini di prescrizione e decadenza per il conseguimento delle prestazioni Inail e la tutela infortunistica nei casi accertati di infezione da coronavirus.
 
In particolare, oltre a si segnala che per la tutela assicurativa delle infezioni da COVIDー19 l’Istituto specifica che la presunzione semplice dell’occasione di lavoro vale, oltre che per attività sanitarie, anche per quelle che comportano costante contatto con il pubblico.
 

 

Emergenza COVID-19: liberamente scaricabili le norme UNI per combattere il contagio

26 marzo 2020

UNI ha messo a disposizione, liberamente scaricabili, le norme tecniche che definiscono i requisiti di sicurezza, di qualità e i metodi di prova dei prodotti indispensabili per la prevenzione del contagio da COVID-19.

Vai al sito UNI

 

COVID – 19 e dati personali dei lavoratori. Si esprimono anche i Garanti di Francia, Irlanda, Danimarca e Spagna

12 marzo 2020

Nei giorni scorsi anche le autorità competenti per la protezione dei dati personali in Francia, Irlanda, Danimarca e Spagna si sono espresse in merito al trattamento dei dati personali e sanitari dei lavoratori nell’ambito della contingente emergenza sanitaria.

Qui in sintesi gli orientamenti nei vari Paesi.

 

Coronavirus: il no del Garante Privacy a raccolta indiscriminata di dati sanitari dei dipendenti

5 marzo 2020

In un recente provvedimento il Garante per la protezione dei dati personali ha risposto alle richieste di chiarimento in relazione ai controlli sullo stato di salute di dipendenti e visitatori per l’individuazione di sintomi del Coronavirus.

In particolare, il Garante vieta alle aziende di compiere rilevazioni relative allo stato di salute e agli ultimi spostamenti di lavoratori, visitatori e utenti.

Il parere negativo del Garante si fonda principalmente sul fatto che la raccolta di queste informazioni spetta «agli operatori sanitari e al sistema attivato dalla protezione civile, che sono gli organi deputati a garantire il rispetto delle regole di sanità pubblica recentemente adottate» non essendo state invece attribuite delle funzioni specifiche ad altri soggetti in ambito aziendale. Secondo l’Autorità «I datori di lavoro devono […] astenersi dal raccogliere, a priori e in modo sistematico e generalizzato, anche attraverso specifiche richieste al singolo lavoratore o indagini non consentite, informazioni sulla presenza di eventuali sintomi influenzali del lavoratore e dei suoi contatti più stretti o comunque rientranti nella sfera extra lavorativa. La finalità di prevenzione dalla diffusione del Coronavirus deve infatti essere svolta da soggetti che istituzionalmente esercitano queste funzioni in modo qualificato».

I lavoratori sono invece obbligati a segnalare al proprio datore qualsiasi situazione di pericolo per la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro. Il datore di lavoro può, con riferimento a quest’ultimo aspetto, sollecitare i dipendenti ad adempiere a tale obbligo anche predisponendo canali dedicati per le segnalazioni.  

Il datore di lavoro deve inoltre comunicare agli organi preposti l’eventuale variazione del rischio “biologico” sul lavoro derivante dal Coronavirus ed effettuare la sorveglianza sanitaria sui lavoratori tramite del medico competente (ad esempio, sottoporre a una visita straordinaria i lavoratori più esposti).

 

Tutela assicurativa per i rider. Nota Inail 23 gennaio 2020, n. 866.

4 febbraio


INAIL ha pubblicato una nota con le prime istruzioni relative all’estensione dell’obbligo assicurativo ai rider che decorrerà dal 1^ febbraio. Destinatarie sono le imprese di delivery che utilizzano piattaforme anche digitali e impiegano ciclofattorini. Si dovrà indicare il mezzo utilizzato per le consegne e la percentuale delle attività svolte con i diversi mezzi (la voce di rischio varia in base al mezzo usato per le consegne). Il premio di assicurazione Inail è determinato in base al tasso di rischio corrispondente all’attività svolta. Il premio è totalmente a carico dell’impresa e deve essere versato in anticipo. Per determinare le retribuzioni presunte, le aziende dovranno moltiplicare il numero delle giornate di effettiva attività che si presume saranno svolte, per il valore della retribuzione giornaliera. Ai rider spettano le stesse prestazioni previste per i lavoratori dipendenti e dovranno immediatamente comunicare al datore di lavoro qualsiasi infortunio o malattia professionale. I rider sono assicurati per tutti gli eventi infortunistici, anche per l’infortunio in itinere.

La obligación de seguro a los riders. Nota Inail 23 enero 2020, n. 866.
INAIL ha publicado una nota con las primeras instrucciones sobre la extensión de la obligación de seguro a los riders a partir del 1 de febrero. Destinatarias las empresas de delivery que usan plataformas también digitales y emplean repartidores. Deben indicarse los medios utilizados para las entregas y el porcentaje de actividades realizadas por los varios medios (la partida de riesgo varía según los medios utilizados). La prima de seguro INAIL se determina según la tasa de riesgo correspondiente a la actividad realizada. La prima es totalmente pagada por la empresa y debe pagarse por adelantado. Para determinar los salarios esperados, las empresas deberán multiplicar el número de los días de actividad real que se presume se llevarán a cabo, por el valor de la remuneración diaria. Los riders tienen derecho a los mismos beneficios que los empleados. Los riders deben notificar de inmediato al empleador sobre cualquier accidente o enfermedad profesional. Los riders están asegurados por todos los accidentes, incluyendo accidentes in itinere.

The obligation of insurance coverage to riders. Inail note 23 January 2020, n. 866.
INAIL has issued a note laying down guidelines to extend the obligation of insurance coverage to riders, taking effect from 1 February 2020. The obligation concerns delivery firms making use of (digital) platforms and retaining the services of cycle couriers. The means of transport and the share of work performed with different vehicles shall be specified, as this aspect determines the percentage of risk. Inail’s insurance premium depends on the risk rate related to the work performed. The employer has to pay the insurance premium in advance. In order to calculate riders’ presumed remuneration, the number of working days one will have to work shall be multiplied by daily pay. Riders enjoy the same benefits as salaried employees. They shall promptly inform the employer of any occupational accident or injury suffered. The insurance covers all accidents, also those resulting from commuting.