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News

Giornata mondiale della salute e sicurezza sul lavoro – Il nostro contributo, il nostro impegno

28 aprile 2020

La ricorrenza di oggi è una occasione per riflettere ancora sul tema che oggi più che mai è al centro del dibattito pubblico e scientifico.

La IV Rivoluzione industriale, in particolare l’avvento di nuove tecnologie e nuovi processi organizzativi nuovi lavori, unitamente a fattori di natura sociale, ambientale e demografica, ha disegnato uno scenario radicalmente diverso e denso di complessità ma anche di opportunità rispetto a quello di riferimento per la direttiva quadro europea del 1989 da cui è scaturita la vigente legislazione del lavoro.

Sono profondamente cambiati gli ambienti di lavoro e, più a fondo, anche l’idea stessa di lavoro e le stesse aspettative di benessere delle persone costrette a restare più a lungo sul mercato del lavoro in ragione di vincoli di bilancio pubblico e di imponenti cambiamenti demografici. Contemporaneamente le evoluzioni tecnologiche hanno contribuito in maniera dirompente a fornire nuovi strumenti di gestione del lavoro ed esecuzione della prestazione che se da un lato sono foriere di opportunità in termini di efficienza sia produttiva che prevenzionistica, possono determinare l’insorgenza di nuovi rischi o l’intensificazione di quelli già esistenti (ad esempio connessi all’impiego di nuovi materiali, all’incremento delle interazioni uomo macchina, isolamento e stress lavoro – correlato), incidendo in tal modo sull’assetto di obblighi e tutele previsti all’interno della normativa di salute e sicurezza sul lavoro e delle discipline assicurative.

Mai come in questo periodo di emergenza e di incertezza emergono alcune delle criticità legate al nuovo scenario. L’emergenza sanitaria in corso è tuttavia una occasione preziosa per rinnovare l’interesse per un concetto fondamentale per orientare il processo di riforma del sistema di tutele. Ci si riferisce al legame tra salute sul lavoro e salute pubblica. Il contesto attuale impone infatti di considerare l’interdipendenza tra i due ambiti: da un lato la garanzia della salute pubblica è necessaria per preservare lo stato di salute del lavoratore (e quindi la produttività delle aziende e del Paese) e dall’altro il luogo di lavoro e l’occasione di lavoro si rivelano un contesto chiave per il controllo della salute pubblica, in termini di azioni preventive e di monitoraggio. Qui si manifesta un altro punto chiave del complesso scenario attuale: lo sfruttamento del potenziale dei dati raccolti sul lavoro e la necessità di bilanciare l’interesse pubblico o quello produttivo con la dignità del lavoratore.

Le sfide sono stimolanti e gli obiettivi ambiziosi. Auspichiamo di apportare con il nostro lavoro un contributo di valore dello stato dell’arte non solo con confronto tra gli studiosi dei temi della salute e sicurezza, ma anche con il coinvolgimento di imprese, istituzioni e parti sociali.

 

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Malattie professionali. Avanzamento e aggiornamento degli indirizzi del CIV INAIL

16 aprile 2020

Con delibera n. 6 del 9 aprile 2020, l’Inail diffonde dati e analisi relative alle denunce di malattia professionale presentate nel 2019 e allo stato di avanzamento e aggiornamento degli indirizzi del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza.  

L’istituto sottolinea come le evoluzioni tecnologiche e dei processi produttivi abbiano notevolmente inciso sulla conformazione del panorama delle malattie professionali.

I dati confermano una tendenza in aumento di disturbi muscolo scheletrici e di tumori (malattie osteo-muscolari, del tessuto connettivo, nervoso e dell’orecchio, insieme a malattie respiratorie e tumori rappresentano il 90% delle patologie oggetto di denuncia nel periodo considerato, dati che confermano il tred di crescita manifestatosi già nel biennio 2017- 2018).

Si sottolinea, ma senza riferimenti quantitativi, il tema dello stress lavoro correlato che può accompagnarsi a disturbi fisici, psichici o societari e determinare l’insorgenza di diverse patologie.

Altro aspetto sottolineato è la difficoltà di individuazione di un univoco nesso causale tra attività lavorativa svolta e patologia sviluppata dal lavoratore, dovuta anche dalla varietà e frammentarietà della storia lavorativa dell’individuo (dal punto di vista delle mansioni, della conformazione dell’attività  produttiva in termini di caratteristiche tecniche e organizzative, delle forma contrattuale).

Di particolare interesse le osservazioni e gli indirizzi formulati dall’Istituto, tra cui in particolare: l’opportunità di promuovere politiche di natura prevenzionistica; il potenziamento dell’attività di ricerca da parte dell’Inail anche avvalendosi di un pluralità di dati istituzionali e territoriali; la necessità di incentivare  e realizzare attività di formazione, anche dei medici di base, e sensibilizzazione, nonché l’aggiornamento delle tabelle delle malattie professionali in base alle evoluzioni scientifiche.

 
 

 

 
3 aprile 2020
 
Il 3 Aprile l’Inail ha emanato la circolare n. 13 avente ad oggetto la sospensione dei termini di prescrizione e decadenza per il conseguimento delle prestazioni Inail e la tutela infortunistica nei casi accertati di infezione da coronavirus.
 
In particolare, oltre a si segnala che per la tutela assicurativa delle infezioni da COVIDー19 l’Istituto specifica che la presunzione semplice dell’occasione di lavoro vale, oltre che per attività sanitarie, anche per quelle che comportano costante contatto con il pubblico.
 
 
 

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Emergenza COVID-19: liberamente scaricabili le norme UNI per combattere il contagio

26 marzo 2020

UNI ha messo a disposizione, liberamente scaricabili, le norme tecniche che definiscono i requisiti di sicurezza, di qualità e i metodi di prova dei prodotti indispensabili per la prevenzione del contagio da COVID-19.

Vai al sito UNI

 

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COVID – 19 e dati personali dei lavoratori. Si esprimono anche i Garanti di Francia, Irlanda, Danimarca e Spagna

12 marzo 2020

Nei giorni scorsi anche le autorità competenti per la protezione dei dati personali in Francia, Irlanda, Danimarca e Spagna si sono espresse in merito al trattamento dei dati personali e sanitari dei lavoratori nell’ambito della contingente emergenza sanitaria.

Qui in sintesi gli orientamenti nei vari Paesi.

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Coronavirus: il no del Garante Privacy a raccolta indiscriminata di dati sanitari dei dipendenti

5 marzo 2020

In un recente provvedimento il Garante per la protezione dei dati personali ha risposto alle richieste di chiarimento in relazione ai controlli sullo stato di salute di dipendenti e visitatori per l’individuazione di sintomi del Coronavirus.

In particolare, il Garante vieta alle aziende di compiere rilevazioni relative allo stato di salute e agli ultimi spostamenti di lavoratori, visitatori e utenti.

Il parere negativo del Garante si fonda principalmente sul fatto che la raccolta di queste informazioni spetta «agli operatori sanitari e al sistema attivato dalla protezione civile, che sono gli organi deputati a garantire il rispetto delle regole di sanità pubblica recentemente adottate» non essendo state invece attribuite delle funzioni specifiche ad altri soggetti in ambito aziendale. Secondo l’Autorità «I datori di lavoro devono […] astenersi dal raccogliere, a priori e in modo sistematico e generalizzato, anche attraverso specifiche richieste al singolo lavoratore o indagini non consentite, informazioni sulla presenza di eventuali sintomi influenzali del lavoratore e dei suoi contatti più stretti o comunque rientranti nella sfera extra lavorativa. La finalità di prevenzione dalla diffusione del Coronavirus deve infatti essere svolta da soggetti che istituzionalmente esercitano queste funzioni in modo qualificato».

I lavoratori sono invece obbligati a segnalare al proprio datore qualsiasi situazione di pericolo per la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro. Il datore di lavoro può, con riferimento a quest’ultimo aspetto, sollecitare i dipendenti ad adempiere a tale obbligo anche predisponendo canali dedicati per le segnalazioni.  

Il datore di lavoro deve inoltre comunicare agli organi preposti l’eventuale variazione del rischio “biologico” sul lavoro derivante dal Coronavirus ed effettuare la sorveglianza sanitaria sui lavoratori tramite del medico competente (ad esempio, sottoporre a una visita straordinaria i lavoratori più esposti).

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Tutela assicurativa per i rider. Nota Inail 23 gennaio 2020, n. 866.

4 febbraio


INAIL ha pubblicato una nota con le prime istruzioni relative all’estensione dell’obbligo assicurativo ai rider che decorrerà dal 1^ febbraio. Destinatarie sono le imprese di delivery che utilizzano piattaforme anche digitali e impiegano ciclofattorini. Si dovrà indicare il mezzo utilizzato per le consegne e la percentuale delle attività svolte con i diversi mezzi (la voce di rischio varia in base al mezzo usato per le consegne). Il premio di assicurazione Inail è determinato in base al tasso di rischio corrispondente all’attività svolta. Il premio è totalmente a carico dell’impresa e deve essere versato in anticipo. Per determinare le retribuzioni presunte, le aziende dovranno moltiplicare il numero delle giornate di effettiva attività che si presume saranno svolte, per il valore della retribuzione giornaliera. Ai rider spettano le stesse prestazioni previste per i lavoratori dipendenti e dovranno immediatamente comunicare al datore di lavoro qualsiasi infortunio o malattia professionale. I rider sono assicurati per tutti gli eventi infortunistici, anche per l’infortunio in itinere.

La obligación de seguro a los riders. Nota Inail 23 enero 2020, n. 866.
INAIL ha publicado una nota con las primeras instrucciones sobre la extensión de la obligación de seguro a los riders a partir del 1 de febrero. Destinatarias las empresas de delivery que usan plataformas también digitales y emplean repartidores. Deben indicarse los medios utilizados para las entregas y el porcentaje de actividades realizadas por los varios medios (la partida de riesgo varía según los medios utilizados). La prima de seguro INAIL se determina según la tasa de riesgo correspondiente a la actividad realizada. La prima es totalmente pagada por la empresa y debe pagarse por adelantado. Para determinar los salarios esperados, las empresas deberán multiplicar el número de los días de actividad real que se presume se llevarán a cabo, por el valor de la remuneración diaria. Los riders tienen derecho a los mismos beneficios que los empleados. Los riders deben notificar de inmediato al empleador sobre cualquier accidente o enfermedad profesional. Los riders están asegurados por todos los accidentes, incluyendo accidentes in itinere.

The obligation of insurance coverage to riders. Inail note 23 January 2020, n. 866.
INAIL has issued a note laying down guidelines to extend the obligation of insurance coverage to riders, taking effect from 1 February 2020. The obligation concerns delivery firms making use of (digital) platforms and retaining the services of cycle couriers. The means of transport and the share of work performed with different vehicles shall be specified, as this aspect determines the percentage of risk. Inail’s insurance premium depends on the risk rate related to the work performed. The employer has to pay the insurance premium in advance. In order to calculate riders’ presumed remuneration, the number of working days one will have to work shall be multiplied by daily pay. Riders enjoy the same benefits as salaried employees. They shall promptly inform the employer of any occupational accident or injury suffered. The insurance covers all accidents, also those resulting from commuting.